I cavalli che galoppano in mezzo alle case, le contrade, il Palio da conquistare: non è Siena nel giorno dell’Assunta ma Grassina, nel 1949.

Grassina che non perdeva occasione per fare festa e che per la fiera del bestiame organizzò il Palio delle contrade. Ma non troverete libri, né foto su questo evento che ha movimentato la vita del paese e nemmeno sappiamo se questo avvenimento avesse origini più antiche. Tutto è affidato alla memoria di chi allora era bambino. Chi c’era si ricorda dell’ultimo palio disputato, nel 1949, e chi non c’era può andare in via Costa al Rosso a vedere la targa della vittoria murata sulla parete di una casa. Le contrade erano sei: Barca, Centro, Stella, Mestola, Rana, Tegola. In questi nomi, che delimitavano piccole porzioni del paese, a volte solo una manciata di case, ci sono i vecchi mestieri di Grassina, e qualche usanza o soprannome andati ormai perduti.

Ogni contrada si buttò anima e corpo nella preparazione dell’evento, chi addobbando le porte con la carta velina, chi stendendo una corda da un lato all’altro della strada per appendere festoni con il simbolo del proprio rione, chi mettendo un drappo rosso sul davanzale. I cavalli partivano dall’ingresso del paese, dalla rampa alla fine del viale alberato, e correvano fino alla piazza; all’arrivo, la folla in festa e la banda. Ma c’erano le rotaie del tram, qualche curva pericolosa e non sempre la rena buttata sulla strada bastava a evitare brutte cadute. Durante l’anno le contrade si sfidavano in altre gare di bravura, come nella festa della rificolona, ma la tradizione non durò a lungo.

Nel 1950 qualcosa andò storto, forse un bisticcio fra gli organizzatori, forse i cavalli che cadevano, il Palio pare fosse già stato preparato dal Piombanti ma la corsa non ci fu. E quella ricordata dalla targa del ’49 è rimasta l’ultima. Quando, molti anni dopo, furono organizzati i tornei di calcio fra le contrade di Grassina, quasi nessuno sapeva della bella tradizione del Palio. Della sua origine si perdono le tracce e prima che gli ultimi ricordi svaniscano, un appello: raccontate, fatevi raccontare quei giorni di giugno in cui Grassina era in festa e aspettava la corsa dei cavalli confezionando per giorni e giorni fiori di carta. Forse spunterà un cimelio da una vecchia cassapanca, se saremo fortunati qualche foto d’epoca, ma basterà raccogliere le memorie di chi c’era per non dimenticare.

Centro

Mestola

Rana

Barca